Lo screening delle anche è un’indagine diagnostica fondamentale da effettuarsi nei primi mesi di vita del neonato, attraverso una semplice ecografia.
L'esame serve a individuare precocemente la Displasia Evolutiva dell'Anca (DEA) ossia la lussazione congenita dell'anca.
Si tratta di un'anomalia nello sviluppo dell'articolazione che consiste nella testa del femore non incastrata perfettamente nella sua cavità naturale definita acetabolo. Se non curata, l'anca può deformarsi o lussarsi del tutto, portando il bambino a zoppicare visibilmente da grande e a sviluppare una grave artrosi precoce. Lo screening serve a intervenire prima che si creino danni permanenti.
A chi è rivolto e i fattori di rischio
È rivolto a tutti i neonati. In Italia, le linee guida pediatriche lo raccomandano come screening universale, poiché molte forme di displasia non mostrano sintomi evidenti alla nascita e sfuggono alla semplice visita manuale del pediatra.
Ci sono però dei fattori di rischio che richiedono un'attenzione ancora maggiore come:
Quando si esegue lo screening?
I tempi cambiano leggermente in base al rischio.Nella maggior parte dei casi, l'ecografia va eseguita tra la 4ª e la 6ª settimana di vita, solitamente intorno al secondo mese di vita. Eseguirla prima è spesso inutile perché l'articolazione è ancora troppo immatura e darebbe falsi allarmi, mentre dopo i tre mesi ridurrebbe l'efficacia delle terapie precoci.
In presenza di fattori di rischio o anomalie alla visita clinica l'esame viene anticipato su indicazione medica.
L'ecografia è un esame rapido, totalmente indolore e sicuro. Non vengono utilizzate radiazioni e consente di risolvere il problema nella quasi totalità dei casi semplicemente usando appositi tutori per qualche settimana.
Perché l'ecografia e non una radiografia?
Nei primi mesi di vita, lo scheletro del neonato è composto prevalentemente da cartilagine. La radiografia tradizionale mostra solo le ossa già formate e calcificate, mentre non riesce a evidenziare le strutture cartilaginee. L'ecografia a ultrasuoni, al contrario, mappa alla perfezione la cartilagine. Questo permette al medico radiologo di vedere esattamente la forma della testa del femore e dell'acetabolo e di fare una diagnosi precisa senza esporre il neonato a radiazioni.
Le manovre del pediatra possono avere dei limiti?
Subito dopo la nascita, in reparto maternità e poi durante le prime visite, il pediatra esegue dei test manuali sulle gambine del neonato.
Sebbene fondamentali, la sola visita manuale e la ricerca di asimmetrie non bastano. I dati dimostrano che circa il 40% delle displasie, soprattutto quelle lievi o di tipo evolutivo ossia che peggiorano con la crescita, sfugge completamente alla visita manuale e viene intercettato solo ed esclusivamente grazie all'ecografia.
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